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OFTALMICO, NO A CHIUSURA SALA OPERATORIA

“Siamo fortemente preoccupati per il futuro dell’Ospedale regionale Oftalmico di piazzale degli Eroi, un importante presidio sanitario  monospecialistico che è presente nel territorio del XVII Municipio e che, in realtà,  rappresenta l’unico punto di riferimento pubblico per i problemi riguardanti l’oftamologia  non solo del Lazio, ma per l’intera Italia centrale. Ricordiamo che tale struttura può vantare un pronto soccorso oculistico aperto 24 ore su 24. Purtroppo, continuiamo ad assistere a  strane decisioni che continuano a depotenziarne l’attività, favorendo, di conseguenza, altre strutture sanitarie private, sia  convenzionate  che non convenzionate con il servizio sanitario pubblico. L’ultima decisione, che dovrebbe essere operativa dal 1 giugno fino al 30 settembre, prevederebbe la chiusura di un’ulteriore sala operatoria, determinando la riduzione di circa 600 interventi, con l’allungamento della lista d’attesa o il trasferimento di pazienti nelle strutture private. Il motivo dovrebbe essere la carenza di personale, ma i sindacati contestano tale decisione evidenziando la possibilità di una diversa organizzazione del personale impiegato tale da garantire comunque  il servizio nelle sale operatorie attualmente utilizzate.     

E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

“Ricordiamo – continua Barbera – che attualmente, nella suddetta struttura, su 4 sale operatorie, ne  funzionano solo 2 a tempo pieno e 1 part-time.  Situazione incomprensibile, viste le liste di attesa e i fondi, nell’ordine di alcuni milioni di euro, che sono stati investiti  in questi anni per la ristrutturazione e il riammodernamento dell’intera struttura.  Una gestione molto discutibile che sta  sottraendo importanti risorse all’erario, a vantaggio solamente della sanità privata e di quella convenzionata che, come tutti sappiamo, rappresenta una lobby fortissima, soprattutto a Roma e nel Lazio, in grado di condizionare le scelte politiche in materia di sanità. A questo punto, chiediamo che i responsabili di questa situazione rispondano del loro operato e delle loro scelte. Non è più possibile tollerare scelte che danneggiano la sanità pubblica e i cittadini”

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