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TRIONFALE, MACELLERIA SOCIALE PER FAMIGLIE EX POLIZIOTTI

“Dopo il danno la beffa. La Prefettura di Roma, in questi giorni, sta notificando alle 35 famiglie degli  ex poliziotti o dei loro familiari superstiti di Via Trionfale, che sono oggetto dal 2002 di un procedimento di sfratto attivato dal Ministero degli Interni, richieste di pagamento con  cifre da capogiro per i canoni di locazione arretrati. Ci sono famiglie che si sono viste recapitare richieste di pagamento che superano di gran lunga i cento mila euro. La beffa è dovuta al fatto  che il Demanio, proprietario dello stabile,  ha costantemente rifiutato in questi ultimi anni, dalla data di notifica degli sfratti, i pagamenti dei canoni di locazione degli inquilini. Oltre a ciò, gli inquilini lamentano il fatto che i criteri utilizzati dalla Prefettura  per calcolare  le somme richieste non sarebbero congrui  e varierebbero, in maniera ingiustificata, da famiglia a famiglia”

E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del PRC- Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

 “Ricordiamo – continua Barbera – che tali famiglie sono costituite in prevalenza da persone ultrasettantenni e ultraottantenni che non hanno la possibilità  di reperire alloggi alternativi sul libero mercato a causa degli elevati canoni di locazione. Tra di loro ci sono molti invalidi  e anche vedove di ex poliziotti morti  in servizio per mano  della grande criminalità. Persone disperate che non solo vivono nella costante  paura di essere  “sbattute” per strada dallo stesso Stato che li dovrebbe tutelare, ma che da oggi si sentono ulteriormente umiliate con richieste di pagamenti a cui non possono far fronte visti i loro redditi prevalentemente da pensione.  Insomma,  un vera e propria beffa per queste famiglie che possono vantare al loro interno persone che hanno dedicato la propria vita  a servire quello stesso Stato che oggi li ripudia clamorosamente, nell’indifferenza dei più. A questo punto, chiediamo che tutte le istituzioni competenti, a partire dal Governo, si attivino per far cessare  questa macelleria sociale  nei confronti delle suddette famiglie, affinché venga trovata una soluzione equa e definitiva che tuteli la loro dignità e il loro diritto a poter vivere tranquillamente con  un tetto sopra la loro testa senza il timore che un ufficiale giudiziario possa bussare, da un momento all’altro, alla loro porta. Strano Paese il nostro, in cui i Ministri dello Stato possono ricevere a loro insaputa case ‘in regalo’ e i suoi servitori essere  calpestati nei  diritti primari, come il diritto all’abitare”

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