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URBANISTICA, QUANDO E’ IL VATICANO A FARE SPECULAZIONE EDILIZIA

Una notizia che in questi giorni  ha avuto poco eco sulla stampa romana è quella dell’approvazione da parte dell’Assemblea capitolina di  una provvedimento  per la risoluzione del contenzioso riguardante i diritti edificatori sui terreni di proprietà del Vaticano, nella Tenuta dell’Acquafredda.Tali terreni, situati tra Via Boccea e Via Aurelia, che nel frattempo sono stati destinati a parco dal nuovo PRG, sono oggetto di un ricorso giudiziario del Vaticano, tramite l’A.P.S.A.  e il Capitolo di S. Pietro, pendente al Tar del Lazio, nei confronti della variante urbanistica al Prg approvata nel  1997, denominata ‘Piano delle Certezze’. Tale delibera, infatti, prevedeva, tra le varie modifiche al Prg, anche la cancellazione dell’edificabilità di 117,25 ettari della Tenuta dell’Acquafredda.
La delibera approvata dall’Assemblea capitolina qualche giorno fa, poco prima della chiusura estiva,  prevede l’accettazione da parte di Roma Capitale della cessione di 60 ettari della suddetta Tenuta, a fronte del riconoscimento, a favore dell’Apsa e del Capitolo di S. Pietro, della compensazione del diritto edificatorio di spettanza dell’Amministrazione comunale su altre aree della città, da individuare  sulla base del principio di equivalenza economica.
Ancora una volta, un provvedimento assunto dall’Amministrazione comunale per tutelare una parte  della campagna romana a contatto con l’abitato consolidato,  viene di fatto stravolto per garantire gli interessi economici di natura ‘speculativa’ della proprietà fondiaria, questa volta rappresentata dal Vaticano. Interessi, questi, che ovviamente non hanno nulla a che fare con la ‘cura delle anime’.
L’approvazione della suddetta convenzione, avvenuta anche con il concorso dell’opposizione presente nell’Assemblea capitolina, ha solamente spostato il problema da una parte all’altra della città, in quanto il Vaticano ritorna comunque  titolare di una parte di quei diritti edificatori che erano stati cancellati dal ‘Piano delle Certezze’ del 1997 .
il Vaticano, infatti, potrà edificare, per un limite massimo di 210 mila metri cubi, equivalenti a mille nuovi appartamenti da circa 90 metri quadri, in quelle aree che dovranno essere individuate dal Campidoglio. Insomma, un’altra colata di cemento scaricata nella città che andrà a peggiorare la qualità dell’ambiente urbano, rendendo più difficile la vita dei cittadini.
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