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SANITA’: BARBERA (PRC-FDS), FAIDA INTERNA ALLA ASL RM E METTE IN PERICOLO I SERVIZI

(AGENPARL) – Roma, 19 ott – “Cosa sta succedendo all’Asl Rm E? Nel vuoto di potere determinato dalle dimissioni della governatrice laziale, stiamo assistendo in questi giorni ad una vera e propria faida interna, portata avanti sulla pelle dei poveri utenti che, ignari di quanto sta accadendo ai vertici dell’azienda sanitaria, sono costretti a subire la riduzione di alcuni importanti servizi sul territorio. Nel giro di pochi giorni stiamo assistendo, infatti, ad una girandola di spostamenti interni tra i diversi incarichi dirigenziali che sembrerebbero alterare pericolosamente i già precari equilibri politici interni allo stesso Pdl, frutto delle lottizzazioni precedenti tra le diverse correnti politiche”.
E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.
“L’attacco – spiega Barbera – parte il 17 ottobre dal Direttore generale Maria Sabia che, con un provvedimento formale, sospende dalle funzioni il direttore sanitario Maria Teresa Sacerdoti, sostituendola provvisoriamente con Giancarlo Cannella, uno dei decani dell’Asl Rm E, nonché persona di fiducia del direttore generale. Cannella è il responsabile dell’Unità organizzativa che si occupa dell’Anestesiologia e della Sale operatorie degli ospedali che dipendono dalla suddetta azienda sanitaria, ed è stato nell’occhio del ciclone, nei mesi scorsi, proprio per la discutibile chiusura delle camere operatorie dell’Oftalmico, motivata dall’assenza di anestesisti. Soluzione che fu fortemente contestata dalle organizzazioni sindacali e dall’utenza. Subito dopo, a distanza di appena un giorno, viene fatta ‘saltare’, con un provvedimento simile al precedente, un altro dirigente, la dottoressa Laura Cantalamessa, vicina alla Sacerdoti, direttore sanitario del polo ospedaliero che viene sostituita con Gentili. Infine, ecco arrivare all’occupazione dell’ultima casella, fondamentale nella gestione di potere interno all’Asl: la nomina di Siciliano, altra persona di fiducia del direttore generale, a responsabile dell’Unità organizzativa che si occupa dell’integrazione ospedale e territorio, rimasta vacante da circa due anni”.
s. m“In questo modo – continua Barbera – nel giro di appena qualche giorno, Maria Sabia, direttore generale dell’azienda sanitaria, forte della fine anticipata della consiliatura regionale e della sua veneranda età, che la rende non più ricattabile per le ‘lottizzazioni’ future, essendo ormai evidentemente ‘fuori gioco’, è riuscita a modificare radicalmente l’assetto interno dei vertici aziendali, levandosi probabilmente qualche ‘sassolino dalla scarpa’. Peccato che a rimetterci, ancora una volta, da questi penosi scontri di potere, sono come sempre i cittadini e il loro diritto alla salute che, pur essendo tutelato dalla nostra Costituzione, continua ad essere calpestato peggio di prima. Mentre i vertici aziendali si stanno scannando per interessi che sono tutt’altro che nobili, ci chiediamo preoccupati cosa ne sarà del futuro dell’ospedale Oftalmico a rischio privatizzazione, tramite la cessione di posti letto e attività alla Fondazione Bietti? E cosa ne sarà del futuro del poliambulatorio di Via San Tommaso d’Aquino (XVII Municipio), del consultorio di via Motta Visconti (XIX Municipio) e dei presidi sanitari di via Sant’Evaristo (XVIII Municipio) e di Via Offanego (XX Municipio)? Tali strutture sono tutte a rischio chiusura entro il prossimo 31 dicembre. E cosa ne sarà, ancora, sia del servizio di pediatria infantile del consultorio che del servizio di assistenza agli stranieri temporaneamente presenti nel nostro Paese, una volta regolarmente funzionanti presso l’ex ospedale di S. Maria della Pietà? Oggi tali servizi risultano essere praticamente sospesi dall’Asl RM E e non sappiamo ancora quale sarà il loro destino futuro. E’ veramente ora di dire basta a chi continua ad utilizzare le istituzioni pubbliche, come fossero delle pedine, per interessi che nulla hanno a che fare con quello pubblico. Non è un caso che tale azienda rischi di essere ricordata più per gli sprechi, le inefficienze, le consulenze che non per la qualità dei servizi sanitari erogati in questi anni ai cittadini del territorio”.

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