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ANTONINI, ANOMALA VICENDA CHE SUSCITA INQUIETANTI INTERROGATIVI

di Giovanni Barbera*

La notizia del rinvio a giudizio di Andrea Antonini, vicepresidente nazionale di CasaPound e consigliere del Municipio Roma XX,  e di Pietro Casasanta, presidente de La Salamandra, l’associazione di protezione civile di Casapound, per favoreggiamento e falso, in merito al rilascio di una carta di identità falsa ad un boss della camorra, Mario Santafede,  non può non suscitare inquietanti interrogativi sul significato di tale “anomala” relazione tra i soggetti coinvolti in questa vicenda giudiziaria.

D’altronde Antonini e Casasanta non sono due semplici militanti, ma due dirigenti di spicco di tale organizzazione politica, anzi Antonini è considerato il numero due a livello nazionale dell’organizzazione, mentre Mario Santafede non è un semplice pregiudicato, ma un pericoloso boss della criminalità organizzata, già condannato ad oltre 13 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Basti pensare che prima di essere arrestato in Spagna, Santafede, ricercato dalle polizie di mezzo mondo, era considerato dal Ministero degli Interni uno dei 100 latitanti più pericolosi in Italia. 

Oltre a ciò, va evidenziato un fatto che pochi conoscono. La Salamandra. pur essendo ai più sconosciuta,  è una associazione di protezione civile che è stata impegnata, insieme a Solidarité-Identités, altra onlus legata a CasaPound, in alcune iniziative a favore della popolazione dei Karen in Birmania. Iniziative che i promotori definiscono di “solidarietà internazionale”. I Karen sono una minoranza etnica che pratica da sempre la lotta armata  contro la giunta militare birmana per il controllo della giungla al confine con la Thailandia, zona strategica per il controllo del traffico di droga, armi e quant’altro.Su internet si possono trovare anche le foto che confermano la presenza,  in Birmania, nei villaggi dei guerriglieri Karen, non solo di semplici militanti, ma anche degli stessi “vertici” di Casapound. Ovviamente sarebbe anche interessante sapere in che modo queste persone riescano più volte all’anno ad entrare in Birmania, paese governato da una feroce dittatura militare, per raggiungere con i loro aiuti la guerriglia dei Karen, in una zona impervia, caratterizzata soprattutto dalla presenza del narcotraffico e di altri traffici illeciti, come quello delle armi e delle pietre preziose.

Ad ogni modo, se i fatti contestati ad Antonini e Casasanta venissero confermati in sede giudiziaria, verrebbe da chiedersi cosa ci azzecca un boss della camorra del calibro di Santafede con due esponenti di spicco legati a CasaPound? E quali sarebbero i motivi che avrebbero spinto tali esponenti ad esporsi così tanto per garantire il rilascio di  un documento di identità falso ad un boss della camorra, già condannato per reati gravissimi?Ad oggi, sappiamo solamente, oltre al  rinvio a giudizio dei due, che Antonini ha dichiarato ai giornalisti che lui e Casasanta sono in realtà parti lese in tale vicenda e che pertanto ribadiranno tutto ciò in sede giudiziaria. Vedremo come andrà a finire. Antonini ha anche diffidato chiunque dall’accostare in modo improprio i loro nomi  e quello di Casapound a tale vicenda. Cosa che sarà un po’ difficile visti i ruoli di spicco ricoperti dai due esponenti all’interno di Casapound e nelle altre organizzazioni collaterali.

Inoltre, ricordiamo che, oltre un anno fa,  Antonini fu protagonista anche di un altro grave e anomalo episodio di cronaca nera. Nell’aprile del 2011, fu gambizzato a Roma da due persone rimaste ignote, mentre era sulla Flaminia, alla guida del suo motorino. Un avvertimento? Una faida interna? non lo sappiamo. Quello che finora sembra essere emerso è che non si sia trattato di un agguato politico o che, almeno, gli autori non debbano essere ricercati nella parte politicamente avversa. Almeno queste sembrerebbero essere, ad oggi, le conclusioni a cui sarebbero giunti gli inquirenti.

Non sappiamo se i due episodi possano essere in qualche modo legati tra di loro,  ma entrambi i fatti lasciano ampio spazio a dubbi e riflessioni, sui quali dovrà misurarsi, a questo punto, l’autorità giudiziaria chiamata in causa per fare chiarezza sulla vicenda che ha coinvolto Antonini e Casasanta, accertando le reali esponsabilità dei soggetti coinvolti e la  natura di tale “anomale” relazioni. In attesa di conoscere la verità giudiziaria su quanto accaduto,  noi non possiamo fare altro che ricordare che spesso, in passato, si sono registrati strani legami tra organizzazioni neofasciste e il mondo della criminalità organizzata.

*Membro del Comitato politico romano del Prc-Fds e Presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII

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