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BELAID, BARBERA(PRC):”SOLIDARIETA’ AL POPOLO TUNISINO PER OMICIDIO DI STATO”

Belaid not deadRoma, 10 febbraio 2013  – “Questa mattina abbiamo partecipato alla manifestazione di protesta contro il governo tunisino, organizzata dinanzi all’Ambasciata della Tunisia, in via Asmara, dalla comunità tunisina per l’assassinio di Chokri Belaid, segretario generale del partito dei Patrioti Democratici Uniti di Tunisia (partito marxista panarabo, che aveva partecipato alla rivoluzione contro Ben Ali) e numero due del Fronte Popolare tunisino”. Lo dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Rivoluzione Civile e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.

“A distanza di due anni dalla rivolta popolare  che portò  alla cacciata di Ben Alí, il popolo tunisino è costretto nuovamente a scendere in piazza – continua Barbera – per rivendicare libertà e giustizia sociale. Non è un mistero che in Tunisia le aspettative delle classi popolari, protagoniste della loro “primavera araba”,  siano state rapidamente  disattese dal nuovo governo di coalizione, guidato dal partito islamico Ennahda.  Tale governo, infatti, si è caratterizato per le sue politiche economiche liberiste, “sponsorizzate” dai paesi occidentali, che hanno continuato ad impoverire la Tunisia. Il liberismo in versione  islamica ha finora  dimostrato di non avere nulla da invidiare a quello di Ben Alí, neanche dal punto di vista  della repressione e della violenza che viene utilizzata, grazie alle milizie filo-islamiche,   nei confronti  dell’opposizione politica e sociale. D’altronde, proprio Belaid aveva recentemente denunciato, in un comizio, il golpe strisciante nel suo paese”.

“Ma se l’assassinio  di Chokri Belaid – conclude Barbera – segna un drammatico salto di qualità  nella  repressione di quel movimento di opposizione popolare che si sta sviluppando in Tunisia contro il blocco di forze reazionarie che oggi guida la Tunisia,  i suoi veri mandanti, almeno dal punto di vista morale, vanno individuati  in Occidente, come giustamente qualcuno evidenziava dopo la morte del dirigente comunista. E’ evidente che dietro a questo barbaro assassinio, si celino gli interessi  economici e geopolitici di quei paesi occidentali, tra cui Italia e Francia,  che ancora oggi, tramite il nuovo governo islamico, controllano l’economia e le risorse tunisine  e che vedono come il fumo agli occhi il tentativo di emancipazione sociale e politica del popolo tunisino. Per questo motivo, esprimendo profondo cordoglio per la morte del dirigente comunista, sosteniamo con forza la lotta delle classi popolari tunisine contro  il blocco delle forze reazionarie  che, oggi, è al governo della Tunisia”.

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