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FOIBE, BARBERA: «SI RICORDINO VITTIME SLAVE DEL REGIME FASCISTA»

Io ricordo tuttoRoma, 10 feb 2013 – «È intollerabile che rappresentanti istituzionali del centrodestra continuino a strumentalizzare vergognosamente la Storia per i propri interessi di parte, calpestando la memoria di quelle vittime innocenti che nelle foibe trovarono la loro morte. Ricordiamo a costoro, che pretenderebbero di monopolizzare la verità su tali fatti senza conoscere la Storia, che in quei buchi verso ‘l’inferno’, chiamati appunto foibe, non ci sono finiti solo italiani, molti dei quali anche complici del regime fascista, ma anche tanti e troppi cittadini slavi che da sempre abitavano quei territori, vivendoci in pace e prosperità per secoli, con altri popoli, tra cui la minoranza italiana. Non possiamo dimenticare, infatti, che fu proprio l’italianizzazione forzata dell’Istria e le violenze di massa, operate dal regime fascista in quei territori, che accesero quella ‘miccia’ che produsse e alimentò successivamente altre morti e violenze. Ci permettiamo di rammentare che le violenze del regime fascista in quei territori produssero la morte di 13 mila persone di etnia slava nei lager presenti nel nostro Paese, non meno di 2.500 partigiani e civili nel corso di azioni di combattimento e di 1.500 civili uccisi per rappresaglia».

È quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Rivoluzione Civile e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

«Purtroppo – continua Barbera – in questi anni il revisionismo storico, alimentato da interessi politici, purtroppo non solo della  destra, sta tentando di deformare e falsificare, nel nome della ‘pacificazione’, la storia del nostro Paese, con la scusa di costruire un’artificiosa ‘memoria condivisa’, finalizzata a stravolgere la verità storica e a mettere vergognosamente sullo stesso piano i nazifascisti con gli antifascisti, gli oppressori con i combattenti per la libertà, i carnefici con le loro vittime. Noi continueremo ad opporci a tutto ciò, coltivando la memoria su quanto realmente accaduto nel nostro Paese, affinché quelle pagine nere della nostra storia non abbiano a ripetersi e gli eredi ‘storici e culturali’ di quei regimi che hanno insanguinato l’Italia e l’Europa e che oggi, indossato il doppiopetto provano a rialzare la testa, non possano di nuovo prevalere nei nostri Paesi».

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  1. Carlo Caponi
    14 febbraio 2013 alle 21:53

    Bravo Giovanni, è ora che si ristabiliscano le responsabilità di quella tragedia.

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