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ALITALIA, RINVIATI A GIUDIZIO EX TOP MANAGER

Gruppo AlitaliaRoma, 20 feb 2013 – Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma  ha rinviato a giudizio gli ex amministratori delegati di Alitalia, Francesco Mengozzi e Giancarlo Cimoli, accusati di bancarotta per distrazione e dissipazione, e altri cinque  ex manager, tutti considerati responsabili del fallimento dell’Alitalia, per i fatti accaduti  tra il 2001  e il 2007.  Secondo la Procura di Roma, gli ex manager avrebbero prodotto danni alla compagnia per quattro miliardi di euro.

Un dissesto finanziario che provocò danni non solo agli azionisti della compagnia, ma anche alle migliaia di dipendenti, tra cui quelli che persero il lavoro e i 4.200 lavoratori che furono messi in cassa integrazione e che oggi, a distanza di quattro anni, rischiano di essere licenziati. Il giudice dell’udienza preliminare ha disposto anche accertamenti sul ruolo avuto dalle autorità di governo nel dissesto finanziario della compagnia aerea e  ha sollecitato all’ufficio del pubblico ministero l’accertamento di una eventuale omessa vigilanza compiuta dal collegio dei sindaci dell’Alitalia.

Siamo abbastanza soddisfatti non solo per il rinvio a giudizio degli ex top manager dell’Alitalia, ma anche per la richiesta pervenuta dal giudice dell’udienza preliminare di ulteriori accertamenti sul fallimento del Gruppo Alitalia anche rispetto alle responsabilità dei governi che si sono succeduti dal 2001 al 2007. Adesso, sarà il processo a dover accertare le responsabilità penali del management in tale vicenda che ha prodotto danni ai lavoratori e ai piccoli azionisti. A questo punto non è escluso che anche i lavoratori, al pari degli azionisti danneggiati dalla vicenda,  possano costituirsi parte civile nel processo giudiziario contro gli ex manager accusati di bancarotta. Nelle udienze preliminari, infatti, il giudice aveva estromesso l’istanza di costituzione di parte civile nel procedimento da parte dei lavoratori dell’Alitalia, ma con il rinvio a giudizio si riapre anche per loro  la possibilità di dimostrare un legame tra il fallimento e il danno subito. L’esito del processo, che si aprirà con la prima udienza del 18 giugno, presso il Tribunale penale di Roma, potrebbe essere decisivo anche per le centinaia di ricorsi dei dipendenti Alitalia ingiustamente licenziati che sono ancora oggi pendenti presso i Tribunali del lavoro.

Non sappiamo come andrà a finire tale processo, ma una cosa è certa: la vicenda Alitalia grida vendetta anche per come è stato gestito il passaggio dalla vecchia Alitalia alla nuova Cai,  la nuova “good company. Secondo alcuni sono state violate molte leggi, italiane ed europee, regalando un patrimonio pubblico e strategico ai soliti noti.

 

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