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FOIBE: BARBERA (PRC-RC), GUIDI CONSIDERA SLOVENI E CROATI RAZZE INFERIORI?

W la Resistenza(AGENPARL) – Roma, 20 feb – “Evidentemente Guidi è così accecato dalla sua ideologia che sulle foibe non fa che sostenere le tesi propagandistiche di alcuni autori fascisti che vollero strumentalizzare il fenomeno delle foibe per ragioni di natura politica, negando le violenze e gli eccidi perpetrati dal regime fascista nei confronti della popolazione slava e di coloro che si opponevano prima a tale regime e poi all’occupazione dei nazisti, dimenticando che queste furono usate anche dagli aguzzini fascisti, alcuni dei quali ci finirono anche dentro, successivamente, giustiziati sommariamente”.
Lo afferma Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Rivoluzione Civile e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.
“Ovviamente – continua Barbera – non ci sorprende che Guidi neghi tutto ciò, viste le sue origine politiche, ma non per questo può permettersi di negare la storia e di offendere i rappresentanti dell’Anpi per le loro giuste e inappuntabili osservazioni che fanno riferimento a ricerche storiografiche serie e ampiamente documentate, in parte anche pubblicate su internet. Ma forse anche per Guidi, come per lo spietato generale fascista Mario Roatta, tristemente noto in quelle zone, la popolazione slovena e croata è da considerarsi una razza inferiore, come il generale scrisse in una circolare del 19 aprile del 1942 dedicata al trattamento da riservare ai partigiani ed alla popolazione civile slovena e croata, che contemplava l’incendio di case e d’interi villaggi, la deportazione degli abitanti, l’internamento, il fermo e la fucilazione di ostaggi”.

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  1. Duccio Pedercini
    21 febbraio 2013 alle 13:17

    segnalo che la fotografia utilizzata è un clamoroso falso storico: non si tratta infatti dell’esecuzione di 5 civili vittime dei partigiani di Tito, ma dell’esecuzione di sloveni da parte di fascisti

  2. Silvia
    21 febbraio 2013 alle 17:54

    Triestina d’origine, conosco la storia della mia città essendomi laureata in storia nel..lontanissimo 1959 con NINO VALERI, discutendo una tesi sui rapporti intercorsi tra l’OF (Osvobodilna Fronta) di Tito e i ns. CLN. La tattica di Tito era quella di denunciare ai nazisti i componenti dei vari CLN per non avere interlocutori democratici. Non toccai allora la questione delle foibe ma raccolsi numerosi documenti sui 42 giorni dell’occupazione titina ed il suo governo, il CEAIS, (Comitato esecutivo antifascista italo sloveno), conclusosi il 12 giugno, con l’intervento delle forze alleate, americane ed inglesi. Ero una bambina ma ho precisi ricordi. Tito voleva Trieste come secondo porto dopo Fiume (Rieka) e ci fece pagare le diverse nefandezze compiute dai fascisti che nel 1941 occuparono Lubiana ed imposero agli Sloveni la camicia nera. Suggerisco un buon libro: ” TRIESTE ’45” di Raoul Pupo, editori Laterza/2010. Fa il punto su una situazione troppo spesso strumentalizzata, in base a precisi documenti e testimonianzae e mette in evidenza il complicato rapporto fra il PCI e il partito comunista jugoslavo. Ci volle tempo affinché il Compagno Togliatti capisse che Trieste era e doveva rimanere Italiana! I

  3. 2 agosto 2014 alle 19:50

    Excellent blog post. I certainly love this website. Continue the good work!

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