Home > LAVORO, QUESTIONI NAZIONALI > CRISI, IL DRAMMA DELLA DISOCCUPAZIONE

CRISI, IL DRAMMA DELLA DISOCCUPAZIONE

futuroRoma, 3 aprile 2013 – Gli ultimi dati statistici  sull’andamento dell’occupazione nel  nostro Paese ci segnalano che  i senza lavoro sono in lieve calo, ma a un passo dalla soglia dei 3 milioni e rispetto a febbraio 2012 sono il 15,6% in più. Sono senza impiego il 10,7% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, che sono pronti a lasciare il Paese (67%) o ad essere sottopagati (25%). Gli occupati sono 22,7 milioni in crescita dello 0,2% rispetto a gennaio.

Il problema non va meglio negli altri paesi europei dominati dalle politiche di austerity imposte dalla troika (UE, Bce e Fmi).  Nel mese di febbraio resta  stabile, infatti,  al livello record del 12%, la disoccupazione nell’Eurozona, dove si contano 19,071 milioni di senza lavoro, mentre nell’insieme della Ue a 27 il tasso di disoccupazione  è del 10,9% (pari a 26,338 milioni di persone), in leggera crescita rispetto al dato del 10,8% di gennaio. Quello che preoccupa sono anche i dati della disoccupazione giovanile in alcuni paesi europei. Il tasso di disoccupazione giovanile in Grecia ha superato  il 60%, mentre quello della Spagna è oltre il 50%. 

disoccupazione giovanileLa disoccupazione resta in Italia e in Europa un dramma che colpisce tante famiglie e che ha ripercussioni pesantissime sia sul reddito familiare che sulle condizioni di lavoro che peggiorano costantemente.  E’ indubbio che con la devastazione del capitale umano, il tessuto sociale dei paesi europei si stia lacerando sempre di più, senza considerare lo  spreco di “risorse”  che tale situazione rappresenta dal punto di vista economico. Pensate quanta “ricchezza” si potrebbe creare per la nostra società, se si  impiegasse tale lavoro che rimane inutilizzato solamente perchè non è in grado di produrre profitto per chi detiene i mezzi di produzione.

tasso disoccupazionePeccato che tali numeri non siano in grado di sconvolgere più di tanto le nostre classi dirigenti, condizionate da ben altri parametri economici (come lo spread), mentre i soggetti sociali che  subiscono questa  situazione non hanno oggi  né  la consapevolezza delle dinamiche che sovrintendono tali fenomeni, nè la forza per poter ribaltare tutto ciò.  A partire dai primi anni ’80, infatti, l’obiettivo della piena occupazione è stato completamente rimosso dall’agenda della politica economica, mentre si è affermata l’idea che fosse preferibile puntare alla stabilità dei prezzi e alla concorrenza dei mercati, liberando questi dai famosi “lacci e lacciuoli”.  Tutto ciò è anche all’origine della gigantesca redistribuzione del reddito nei Paesi occidentali,  dal salario verso il profitto e la rendita, che ha creato le premesse per la devastante crisi che dal 2007 affligge  il sistema economico internazionale.  Eppure la politica continua a delegare ai “mercati” la gestione del sistema economico, pur essendo questi tutt’altro che entità astratte e neutrali, visto che sono eterodiretti dai grandi gruppi economici-finanziari. 

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. 3 aprile 2013 alle 20:15

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: