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AMBIENTE: A RISCHIO FRANE E ALLUVIONI 8 COMUNI SU 10

pericolo franaSecondo l’Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari (Anbi), 8 comuni su 10 in Italia sono a rischio di frane e alluvioni. Per la precisione,  6 milioni di persone vivono in zone ad alto rischio idrogeologico e altre  22 milioni in aree a  medio rischio. Gli edifici in pericolo per possibili frane ed alluvioni sono ben 1.260.000 e tra questi ci sono oltre 6.000 scuole e 531 ospedali.

Nel Lazio, il dissesto idrogeologico è molto diffuso e interessa ben 372 comuni. In pratica, il 98% è a rischio e tra questi   Roma è la città più esposta a questo tipo di pericoli.  D’altronde nel Lazio sono state censite 5.530 frane, che coinvolgono una superficie di 237 kmq, compresa anche la Capitale dove sono avvenute sia frane che alluvioni negli ultimi anni.

protezione civileConsiderato che dal 1950 al 2012, secondo uno studio del Cnr, si sono registrati nel nostro Paese 1.061 eventi franosi e 672 eventi di inondazione, con 9.000 vittime e oltre 700 mila tra sfollati e senza tetto, non si capisce il motivo per il quale il risanamento ambientale e la manutenzione del territorio vengano ancora oggi ampiamente sottovalutati dalle autorità competenti. Che aspettiamo a lanciare un Piano nazionale straordinario per la manutenzione del nostro territorio come chiede al Parlamento  il presidente della suddetta associazione, Massimo Gargano? Tale Piano servirebbe ad evitare non solo pesanti tragedie  come quella di Sarno (SA) e Quindici (AV) che nel 1998 provocarono 160 morti, ma anche quei danni economici che frane e alluvioni provocano comunque ogni anno al Paese.

L’Anbi ha previsto la possibilità che si possano mettere subito in cantiere 3.342 opere per la riduzione del rischio idro-geologico per una spesa di circa  7,4 miliardi di euro,  che potrebbero autofinanziarsi proprio con i risparmi di spesa garantiti dalla prevenzione dei danni economici provocati dalle frane e dalle alluvioni che ogni anno ammontano in media intorno ai 3,5 miliardi di euro. Secondo tali previsioni, il Lazio potrebbe beneficiare di 347 opere per un ammontare di 628 milioni di euro.  Sarebbe un vero e proprio investimento per il futuro del Paese, in grado di dare anche ossigeno all’economia e all’occupazione.

Il risanamento ambientale avrebbe, infatti, un doppio vantaggio economico e occupazionale. Il primo sarebbe quello di evitare conseguenze negative sulla produzione di beni e servizi. Basti pensare che solo il Veneto, a causa dei disastri idrogeologici subiti nel 2010,  perse lo 0,6-0,9% del proprio Pil, pari a 7-8 mila posti di lavoro; mentre la Toscana, nello stesso anno,  subì un danno di 20 milioni di euro  solo per il settore del turismo.

franaIl secondo vantaggio sarebbe quello determinato dagli investimenti pubblici, con la  possibilità di dare lavoro a 7 persone per ogni milione di euro speso. Complessivamente, considerando un primo investimento di 7,4 miliardi per finanziare le 3.342 opere urgenti e immediatamente “cantierabili” previste dall’Anbi, si potrebbero creare  subito quasi 52 mila nuovi posti di lavoro.

Proprio per questi i motivi ci chiediamo: se non ora quando?

Giovanni Barbera

membro del Comitato politico romano del PRC

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