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CASSAZIONE, CONFERMATA LA CONDANNA A BERLUSCONI. E ORA?

cavaliere condannato Roma, 2 agosto 2013 – La Cassazione, nell’ambito del processo Mediaset, ha confermato in via definitiva la condanna a 4 anni di reclusione per Silvio Berlusconi, annullando e rinviando a un altro processo in Corte d’Appello la decisione sull’interdizione ai pubblici uffici. Con tale sentenza viene riconosciuta la responsabilità dell’ex premier nella vicenda riguardante la frode fiscale posta in essere da Mediaset  nell’acquisto dei diritti televisivi riguardanti alcuni film americani. Per la Giustizia, Berlusconi  non è stato solo il beneficiario di tale frode ai danni del fisco italiano, ma anche l’artefice.

Mediaset è stata  accusata di aver accumulato, con una serie di operazioni finanziarie realizzate tramite società intermediarie con sede nei paradisi fiscali,  fondi  neri per 368 milioni di euro.  In realtà,  la condanna riguarda solo per una parte di questi fondi sottratti al fisco, visto che la legge ex Cirelli, approvata nel 2005 dal nostro Parlamento,  dimezzando i tempi di prescrizione,  ha impedito alla Procura di Milano di  contestare il reato di frode fiscale sull’intera somma di 368 milioni. La condanna riguarda, infatti, solo  gli ultimi 7,3 milioni di euro  sottratti illecitamente al fisco italiano.

Tale condanna assume un particolare rilevanza  perché è la prima condanna definitiva di Silvio Berlusconi che finora, eccetto per i procedimenti penali ancora pendenti,  era riuscito grazie alle prescrizioni, alle leggi ad personam e all’amnistia, a uscire sempre  indenne dai processi che lo avevano visto coinvolto come imputato. Ma a parte ciò, tale condanna rischia di avere ripercussioni non solo  sulla sopravvivenza del  governo Letta, sostenuto da una anomala maggioranza Pd-Pdl,  ma anche all’interno dello stesso  Pd, sia  sul suo gruppo dirigente , che sui rapporti tra questo e la sua base  elettorale.

Indubbiamente, se fino a ieri era già abbastanza complicato per il Pd  sostenere un’alleanza di governo con Berlusconi, considerato  giustamente, fino a poco tempo fa, un pericolo per la nostra democrazia, oggi tale difficoltà,  dopo la condanna definitiva dell’ex premier, sarà sicuramente maggiore.

Cosa succederà ora al governo Letta? Per il momento è difficile prevederlo. Le dichiarazioni rilasciate dagli esponenti del Pd vanno nella direzione di continuare a sostenere il governo delle “larghe intese”, separando le vicende giudiziarie dell’ex premier da quelle politiche del Paese, e anche Berlusconi non sembrerebbe intenzionato, almeno per adesso, ad aprire una crisi di governo, nonostante le dichiarazioni di fuoco rilasciate in queste ore contro la magistratura e le iniziative che probabilmente verranno messe in campo dal Pdl nei prossimi giorni.

Per saperne di più bisognerà comunque aspettare la riunione dei gruppi Pdl di Camera e Senato che si riuniranno oggi, alle 17, presso l’auletta dei gruppi di Montecitorio. All’incontro parteciperà anche Silvio Berlusconi. La riunione servirà al Pdl per fare il punto della situazione dopo la sentenza della Corte di Cassazione sulla vicenda Mediaset.

Noi auspichiamo, nell’interesse del nostro Paese, che l’esperienza di questo governo, nato da un accordo politico che tradisce il mandato espresso dagli elettori, finisca al più presto. Di motivi per augurarsi ciò ce ne sono fin troppi. Ricordiamo che questo è non solo il governo che continua imperterrito nelle politiche di austerity, alimentando la crisi e l’impoverimento delle classi popolari e dei ceti medi del nostro Paese, ma è anche il governo che vorrebbe stravolgere la Costituzione e introdurre il presidenzialismo portando a termine quello che era il progetto della P2. L’Italia ha bisogno di un cambiamento reale che si alimenti di politiche alternative rispetto a quelle portate avanti dai governi che si sono succeduti  in questi anni. Un cambiamento da realizzare  con tutte le forze sane e democratiche  di questo Paese.

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